SMART-WORKING, POSTURE SCORRETTE E QUEL FASTIDIOSO “CERCHIO ALLA TESTA”

da | Feb 26, 2021 | Articoli | 0 commenti

Con il diffondersi della modalità lavorativa in smart-working, in molti si sono ritrovati a lavorare in condizioni non ideali per la postura, in particolare per la mancanza di un supporto schienale adeguato. L’assunzione prolungata di posture scorrette rischia di far emergere disturbi muscolari o articolari latenti o provocarne di nuovi a breve o lungo termine [1]. Il dolore cervicale in particolare è significativamente associato all’utilizzo del mouse per più di 2 ore, all’utilizzo del computer per più di 6 ore o a posizioni stressanti con l’aumento della flessione del collo/testa in avanti per più di un 1 ora senza regolari pause. Le tensioni, in particolare alla muscolatura della regione testa-collo, generano contratture che nel tempo creano tensioni e dolori localizzati tali da sfociare in episodi di cefalea anche importanti [2,3].  Si tratta della cosiddetta Cefalea tensiva, la forma più comune di cefalea primaria (cioè non causate da alcuna malattia), con una diffusione nella popolazione tra il 46% e il 78%, con un’incidenza lievemente maggiore tra il sesso femminile [4,6]. La cefalea di tipo tensivo si manifesta con un tipo di dolore un dolore di tipo gravativo-costrittivo al capo (la tipica sensazione di “cerchio alla testa”), soventemente associato all’aumento del tono dei muscoli della regione testa/collo [7,8]. A differenza dell’emicrania, il dolore si avverte su entrambi i lati della testa e tende a irradiarsi verso il collo e le spalle [8]. Gli attacchi possono durare dai pochi minuti a giornate intere, e possono aumentare d’intensità e frequenza, evolvendo in una forma cronica. Per quanto non siano del tutto chiari l’origine e i processi fisiologici che la regolano, le cause della cefalea tensiva sono invece note e molteplici: 

  • Posture scorrette, specie se mantenute per periodi di tempo molto lunghi. Anche qui la tensione muscolare gioca un ruolo importante nell’insorgenza della patologia
  • Il bruxismo (cioè digrignare i denti), che determina una contrazione continua nel muscolo temporale e di conseguenza aumenta la probabilità che emerga, come risultato, una cefalea di tipo tensivo [9,10]
  • Lo stress, magari a causa di lavoro intenso o prolungato, può determinare squilibri nel sonno e nell’alimentazione, oltre ad aumentare la possibilità di una maggiore tensione muscolare, in particolare nei muscoli del collo e del capo [11,12]
  • Stati d’ansia o Sindromi depressive, che similmente allo stress predispongono a disturbi del sonno, maggiori tensioni muscolari e squilibri nell’alimentazione [13,14]

Per cercare di tenere sotto controllo la sintomatologia (soprattutto dolorosa) generalmente, nella fase acuta, si ricorre all’utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), salvo poi passare all’utilizzo di farmaci più “importanti” come miorilassanti e farmaci ad azione centrale (Benzodiazepine, Antidepressivi triciclici, SSRI, Analoghi del GABA, ecc..) [15]. Tuttavia, il ricorso a questi farmaci, oltre a garantire un’azione solo sul sintomo, è limitato, nel medio e lungo periodo, dalla comparsa di effetti collaterali anche importanti (Gastrolesività, Sonnolenza, Capogiri, Tremori, Parestesie, Dipendenza, ecc…). Tutto ciò rende la terapia a lungo termine molto poco tollerata dal paziente, con conseguente rischio che quest’ultimo possa abbandonare il trattamento. In aggiunta, con l’aumento della frequenza e della severità degli episodi cefalgici, il paziente potrebbe aumentare il ricorso (a volte anche per auto-medicazione) agli antidolorifici, con conseguente rischio che possa svilupparsi una “Cefalea di rimbalzo” [16]. Alla luce di tali esigenze terapeutiche e in considerazione del fatto che la cefalea tensiva è una patologia che tende a cronicizzare, con una sintomatologia complessa dovuta alla presenza di diverse concause (sia fisiche che psichiche), attualmente l’approccio terapeutico più corretto sembra essere quello multidisciplinare, in cui alla terapia sintomatica e fisioterapica, si abbinano terapie di fondo, anche a scopo preventivo, basate sull’utilizzo di principi attivi naturali in grado di agire tanto sulle cause (fisiche e psichiche) che sulle conseguenze (sintomi). Grazie al ruolo svolto nei meccanismi di regolazione della conduzione nervosa e in virtù delle sue note proprietà decontratturanti, il Magnesio può rivelarsi un valido ausilio nel trattamento degli episodi tensivi, alleviando la rigidità muscolare della regione testa-collo e controllando al contempo i sintomi di irritabilità ed ansia [17]. Per tenere sotto controllo la sintomatologia dolorosa, in luogo dei classici antinfiammatori, molto utile è il ricorso ad antinfiammatori di origine naturale quali ad esempio la Boswellia Serrata. Gli Acidi cheto-boswellici contenuti in questa pianta, inibendo selettivamente l’enzima 5-Lipossigenasi, e non le Ciclossigenasi come i FANS tradizionali, garantiscono l’azione antinfiammatoria, senza determinare in nessun caso gastrolesività [18]. L’azione antinfiammatoria della Boswellia serrata risulta dunque particolarmente indicata per l’utilizzo sul lungo periodo, consentendo di ridurre l’utilizzo di antidolorifici al bisogno e riducendo al contempo il rischio che possa svilupparsi una Cefalea di rimbalzo [19]. All’azione antinfiammatoria si accompagna inoltre un’efficace azione anti-tensiva che rende la Boswellia serrata particolarmente indicata nel contrastare gli stati di tensione localizzati a livello della regione cervicale (Indicazione terapeutica riconosciuta dal Ministero della Salute) [20]. Infine, per una gestione della componente emotiva che non si accompagni però ai tradizionali effetti collaterali associati ai farmaci ad azione centrale, particolarmente interessante risulta l’impiego dell’L-Triptofano [21]. Quest’ultimo rappresenta il precursore di due importanti ormoni endogeni: la Serotonina e la Melatonina. La serotonina, nota come anche come “l’ormone della felicità’’ è essenziale per regolare l’equilibrio emotivo e mentale, mentre la Melatonina, regolando il ritmo sonno/veglia, favorisce e migliora la qualità del riposo notturno [22,23]. Infine, non è da sottovalutare la supplementazione di vitamine del gruppo B (come Riboflavina e Niacina), in virtù degli effetti armonizzanti che questi nutrienti esercitano sulla sfera neurovegetativa e sulla dilatazione dei vasi sanguigni [24], e quella di Vitamina D3 che, fisiologicamente, determina un’azione anabolica sul muscolo, migliorando il trofismo e la performance dei fasci muscolari della regione testa/collo [25]. Concludendo, l’approccio basato sull’impiego di principi attivi naturali, sia in associazione che in alternativa al trattamento farmacologico standard, congiuntamente all’adozione di specifici programmi riabilitativi, sembra rappresentare ad oggi la strategia vincente per la gestione del paziente con cefalea muscolo-tensiva, soprattutto nel medio e lungo periodo, laddove la terapia sintomatica è di per sè priva di azione sui processi causali della patologia e spesso mal tollerata dal paziente.

I contenuti di questo articolo sono pubblicati solo a scopo informativo, pertanto non sostituiscono il parere del medico.

BIBLIOGRAFIA

  1. Nobari M, Arslan SA, Hadian MR, Ganji B. Effect of Corrective Exercises on Cervicogenic Headache in Office Workers With Forward Head Posture. Journal of Modern Rehabilitation. 2017; 11 (4):201-208
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  10. Fernandes G, Franco AL, Gonçalves DA, Speciali JG, Bigal ME, Camparis CM. Temporomandibular disorders, sleep bruxism, and primary headaches are mutually associated. J Orofac Pain. 2013 Winter;27(1):14-20. 
  11. Cathcart S, Winefield AH, Lushington K, Rolan P. Stress and tension-type headache mechanisms. Cephalalgia. 2010 Oct;30(10):1250-67. 
  12. Rains JC, Davis RE, Smitherman TA. Tension-Type Headache and Sleep. Curr Neurol Neurosci Rep. 2015;15(2):520. 
  13. Fernández-de-Las-Peñas C, Fernández-Muñoz JJ, Palacios-Ceña M, Parás-Bravo P, Cigarán-Méndez M, Navarro-Pardo E. Sleep disturbances in tension-type headache and migraine. Ther Adv Neurol Disord. 2017;11:1756285617745444. Published 2017 Dec 6. 
  14. Song TJ, Cho SJ, Kim WJ, Yang KI, Yun CH, Chu MK. Anxiety and Depression in Tension-Type Headache: A Population-Based Study. PLoS One. 2016 Oct 26;11(10):e0165316. 
  15. Bendtsen L, Ashina S, Moore A, Steiner TJ. Muscles and their role in episodic tension-type headache: implications for treatment. Eur J Pain. 2016 Feb;20(2):166-75.
  16. Anan Srikiatkhachorn, Supang Maneesri le Grand, Weera Supornsilpchai, Robin James Storer. Pathophysiology of medication overuse headache–an update. Headache. 2014 Jan;54(1):204-10.
  17. Altura BM, Altura BT. Tension headaches and muscle tension: is there a role for magnesium? Med Hypotheses. 2001 Dec;57(6):705-13.
  18. Safayhi H, Mack T, Sabieraj J, Anazodo MI, Subramanian LR, Ammon HPT. Boswellic acids: novel, specific, non-redox inhibitors of lipoxygenase. J. of Pharmacol. Exp. Ther. 1992; 261: 1143-1146
  19. Siddiqui MZ. Boswellia Serrata, A Potential Antiinflammatory Agent: An Overview. Indian J Pharm Sci. 2011 May-Jun; 73(3): 255–261.
  20. DM 9 luglio 2012 “Disciplina dell’impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali”
  21. Ribeiro CA. L-5-Hydroxytryptophan in the prophylaxis of chronic tension-type headache: a double-blind, randomized, placebo-controlled study. For the Portuguese Head Society. Headache. 2000 Jun;40(6):451-6.
  22. Marcus DA. Serotonin and its role in headache pathogenesis and treatment. Clin J Pain. 1993 Sep;9(3):159-67.
  23. Gelfand AA, Goadsby PJ. The Role of Melatonin in the Treatment of Primary Headache Disorders. Headache. 2016 Sep;56(8):1257-66.
  24. Prousky J, Seely D. The treatment of migraines and tension-type headaches with intravenous and oral niacin (nicotinic acid): systematic review of the literature. Nutr J. 2005 Jan 26;4:3.
  25. Prakash S, Rathore C, Makwana P, Dave A, Joshi H, Parekh H. Vitamin D Deficiency in Patients With Chronic Tension-Type Headache: A Case-Control Study. Headache. 2017 Jul;57(7):1096-1108.

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