ALTERAZIONI DI GUSTO E OLFATTO IN PAZIENTI CON COVID-19

da | Dic 9, 2020 | Articoli | 0 commenti

La malattia da Coronavirus comporta principalmente un quadro clinico caratterizzato da sintomi respiratori. L’evenienza più grave è rappresentata dalla Polmonite interstiziale, ma questo virus ha la capacità di diffondersi anche in altri distretti. La maggior parte dei sintomi neurologici si manifestano precocemente, anche in assenza del classico quadro respiratorio, potendo costituire quindi un elemento utile al riconoscimento precoce dell’infezione e dunque ad un miglior trattamento. I possibili sintomi e le complicanze neurologiche dell’infezione da Covid-19 sono:

  • manifestazioni del sistema nervoso centrale: mal di testa, perdita della coscienza, accidenti cerebrovascolari acuti
  • manifestazioni del sistema nervoso periferico: compromissione del senso del gusto (Ageusia: perdita della capacità di discriminare i sapori) e dell’olfatto (Anosmia: mancanza della percezione degli odori nell’aria)
  • danni ai muscoli scheletrici

Un recente studio ha analizzato la frequenza delle manifestazioni neurologiche in 214 pazienti con COVID-19 identificando anosmia in 11 (5,1%) ed ageusia in 12 (5,6%) [1].  In un altro studio condotto da Lechien et al. su 417 pazienti (263 femmine) affetti da infezione lieve o moderata da COVID-19 la disfunzione olfattoria era presente, prima di altri sintomi, nel 11,8% dei casi. Non solo ma tra il 18,2% di pazienti senza ostruzione nasale o rinorrea, il 79,7% di essi era anosmico o ipoosmico [2]. Gli Autori concludono confermando la necessità che la comunità scientifica internazionale riconosca l’anosmia e l’ageusia come sintomi importanti nel panorama sintomatologico da SARS COVID-2. L’importanza di porre una corretta diagnosi scaturisce dalla considerazione che in una percentuale non trascurabile di casi, soprattutto i soggetti COVID+ paucisintomatici l’anosmia e l’ageusia possono rappresentare la sola manifestazione sintomatica della malattia. Tale conoscenza comporterebbe vantaggi non solo nel limitare la diffusione del virus da parte di soggetti scarsamente sintomatici ma anche acquisire nuove informazioni sulla possibile patogenesi di questo nuovo virus [3].

Le sensazioni olfattive e gustative sono infatti mediate da particolari tipi di recettori detti chemocettori che, rispondendo al legame con determinate sostanze chimiche, inviano le sensazioni gustative ed olfattive al cervello facendo viaggiare l’informazione lungo fasci nervosi dedicati. Alterazioni a carico delle fibre nervose possono quindi compromettere i meccanismi di trasmissione dell’impulso nervoso, causando le alterazioni sensoriali sopra menzionate. Studi su ceppi umani di coronavirus hanno difatti confermato la capacità del virus di invadere il sistema nervoso centrale e propagarsi al bulbo olfattivo e gustativo, i centri nevralgici del riconoscimento degli odori e dei sapori [4]. Pertanto, è molto probabile che la sintomatologia descritta sia legata ad un danno diretto del virus sul bulbo olfattorio e/o sui recettori del gusto [1]. Attualmente non esistono linee guida chiare per il trattamento dei disturbi della funzione gustativa ed olfattiva. Generalmente si ricorre all’uso dei Corticosteroidi sia per via locale che per via sistemica. Il trattamento sistemico si accompagna sovente all’insorgenza di effetti collaterali problematici, il che significa che questi farmaci non sono generalmente usati per più di 2-3 settimane. Più frequentemente si ricorre all’uso dei cortisonici per via topica che, in una certa percentuale di pazienti, risulta in un miglioramento della funzionalità olfattiva. Altri approcci hanno pertanto valutato l’impiego di rimedi naturali ad azione antiossidante e neurotrofica. In queste situazioni, infatti, la somministrazione di antiossidanti endogeni come l’Acido Alfa Lipoico e la SOD consente di contrastare l’eccesso ossidativo con un duplice meccanismo sinergico: l’ALA favorisce la rimozione dei radicali liberi già formatisi, mentre la SOD previene la produzione di radicali liberi in eccesso, oltre a fornire una discreta azione antinfiammatoria [5,6]. I Neurotrofici sono invece indicati per dare nutrimento e sostegno alle fibre nervose già danneggiate dal processo neuro-infiammatorio; ne sono un esempio la N-Acetil-L-Carnitina (NALC) e la Vitamina B12. La NALC stimola il metabolismo energetico della cellula nervosa, contribuendo alla sintesi di ATP e promuovendo le capacità autoriparative delle cellule nervose danneggiate [7], mentre la Vitamina B12 è storicamente nota per la sua capacità di migliorare le funzioni cognitive e nervose, tant’è vero che, il Ministero della Salute e l’E.F.S.A. (European Food Safety Authority) attribuiscono alla Vitamina B12 una indicazione salutistica specifica: “Contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso” [8]. Sono diversi gli studi che confermano un possibile impiego dell’Acido Alfa Lipoico (ALA) e della Vitamina B12 nel trattamento dei disordini del gusto e dell’olfatto. In uno studio italiano del 2002 la somministrazione per due mesi di 200 mg di ALA due volte al giorno in 44 adulti con Disgeusia (alterazione del gusto) ha prodotto un miglioramento dei sintomi nel 91% dei pazienti [9]. Un secondo studio ha invece mostrato come l’Acido Alfa-Lipoico, alla dose di 600 mg/die per quattro mesi, possa essere utile nei pazienti con perdita olfattiva dopo infezione del tratto respiratorio superiore [10]. E’ nota infine la correlazione esistente tra bassi livelli di Vitamina B12 e perdita della funzione olfattiva e gustativa [11,12].

L’anosmia e l’ageusia rappresentano sintomi precoci e talvolta isolati da infezione da COVID-19. Una diagnosi precoce, unitamente ad un approccio terapeutico tempestivo, rappresenterebbero quindi degli strumenti utili per identificare e trattare precocemente i soggetti paucisintomatici, scongiurando ulteriori diffusioni del virus.

I contenuti di questo articolo sono pubblicati solo a scopo informativo, pertanto non sostituiscono il parere del medico.

BIBLIOGRAFIA

  1. Mao L, Wang M, Chen S, et al. Neurological manifestations of hospitalized patients with COVID-19 in Wuhan, China: a retrospective case series study. JAMA Neurol. 2020;77(6):683-690.
  2. Lechien JR, Chiesa-Estomba CM, De Siati DR, et al. Olfactory and gustatory dysfunctions as a clinical presentation of mildtomoderate forms of the coronavirus disease (COVID19): a multicenter European study. Eur Arch Otorhinolaryngol 2020 Apr 6.
  3. Vaira LA, Salzano G, Deiana G, et al. Anosmia and ageusia: common findings in COVID-19 patients. Laryngoscope 2020 Apr 1.
  4. Dube M, Le Coupanec A, Wong AHM, et al. Axonal transport enables neuron-to-neuron propagation of human coronavirus OC43. J Virol 2018;92(17).
  5. Packer L, Witt EH, Tritschler HJ. Alpha-Lipoic acid as a biological antioxidant. Free Radic Biol Med. Aug;19(2):227-50, 1995.
  6. Extracellular Superoxide Dismutase in biology and medicine. Fattman C.L., Schaefer L.M., Oury T.D. Free Radic. Biol. Med. 2003; 35(3): 236-56.
  7. Ribas GS, Vargas CR, Wajner M. L-carnitine supplementation as a potential antioxidant therapy for inherited neurometabolic disorders. Gene. 2014 Jan 10;533(2):469-76.
  8. Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to vitamin B12 and contribution to normal neurological and psychological functions. EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies. EFSA Journal 2010; 8(10):1756.
  9. Femiano F, Scully C, Gombos F. Idiopathic dysgeusia; an open trial of alpha lipoic acid (ALA) therapy. Int J Oral Maxillofac Surg. 2002 Dec;31(6):625-8.
  10. Hummel T, Heilmann S, Hüttenbriuk KB. Lipoic acid in the treatment of smell dysfunction following viral infection of the upper respiratory tract. Laryngoscope. 2002 Nov;112(11):2076-80.
  11. Serhan Derin, Sabri Koseoglu, Cem Sahin, Murat Sahan. Effect of vitamin B12 deficiency on olfactory function. Int Forum Allergy Rhinol. 2016 Oct;6(10):1051-1055.
  12. B. Mundt, G. Krakowsky, H. Röder, E. Werner. Loss of smell and taste within the scope of vitamin B 12 deficiency. Psychiatr Neurol Med Psychol (Leipz) 1987 Jun;39(6):356-61.
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