STUDIO OSSERVAZIONALE SULL’EFFICACIA DEL KELASKIN® GEL NELLA GESTIONE DELLE CICATRICI POST-CHIRURGICHE CONSEGUENTI A BIOPSIE O ASPORTAZIONI CUTANEE

Il normale processo di guarigione delle ferite è un equilibrio dinamico tra la degradazione del tessuto danneggiato e la sintesi di nuovo tessuto dermico [1]. Questo processo si articola in quattro fasi parzialmente sovrapposte: emostasi, infiammazione, proliferazione e rimodellamento, quest’ultima in grado di protrarsi da alcune settimane fino a diversi anni. [2].
Quando tale equilibrio viene perturbato, il processo di riparazione può evolvere verso la formazione di tessuto cicatriziale permanente. Sebbene le cicatrici non possano essere completamente eliminate, un intervento terapeutico mirato consente di ridurne significativamente l’evidenza clinica ed estetica.
Nella pratica dermatologica e chirurgica ambulatoriale, la formazione di cicatrici è una conseguenza frequente di procedure diagnostiche e terapeutiche ampiamente diffuse. Le biopsie cutanee vengono comunemente eseguite per la caratterizzazione di lesioni sospette, in particolare lesioni melanocitarie e neoformazioni pigmentate o atipiche, dove la diagnosi differenziale tra nevi benigni e melanoma è cruciale. Studi epidemiologici indicano che oltre l’80% delle biopsie riguarda lesioni benigne, mentre solo una minoranza (circa 10%) evidenzia patologia maligna in contesti di pratica clinica generale [3-5]. Nonostante ciò, il numero assoluto di procedure rimane elevato, con una stima di 1–2 milioni di biopsie per lesioni pigmentate eseguite annualmente [3].
Analogamente, le asportazioni chirurgiche di lesioni benigne sottocutanee, quali cisti e lipomi, rappresentano una quota rilevante degli interventi ambulatoriali. In ampie casistiche di escissioni cutanee, tali lesioni costituiscono frequentemente oltre il 30% delle diagnosi istologiche, mentre il riscontro di malignità è raro (<2%) nei contesti clinici più generali [6,7]. Sebbene queste procedure siano generalmente associate a un basso rischio clinico, esse determinano inevitabilmente una discontinuità cutanea e l’attivazione del complesso processo di guarigione tissutale, con esiti cicatriziali che possono risultare clinicamente rilevanti,
soprattutto in aree visibili o funzionalmente sensibili.
Il profilo cicatriziale, pur essendo peculiare a ciascun individuo, è influenzato da diversi fattori locali, tra cui la perdita di acqua transepidermica (TEWL). Quest’ultima può persistere per mesi anche dopo la chiusura apparente della ferita, stimolando risposte cellulari che favoriscono un’eccessiva deposizione di collagene e contribuendo allo sviluppo di anomalie cicatriziali osservate nella pratica clinica.
Il trattamento topico funzionale delle cicatrici deve pertanto rispondere a obiettivi multipli e complementari:

  • rafforzare la struttura dermica attraverso la regolazione dell’attività dei fibroblasti e della sintesi di
  • collagene;
  • ottimizzare la microcircolazione locale per contrastare fenomeni di atrofizzazione dermica;
  • ripristinare il film idrolipidico, garantendo idratazione ed emollienza;
  • lenire rossori e pruriti associati;
  • uniformare la pigmentazione cutanea mediante attivi antiossidanti e depigmentanti.


I siliconi rappresentano da decenni il gold standard nella gestione delle cicatrici, grazie alla loro capacità di formare un film protettivo traspirante che riduce la TEWL e previene l’eccessiva deposizione di collagene superficiale [8–10]. Tuttavia, l’approccio attualmente più riconosciuto in ambito specialistico prevede l’associazione del silicone con attivi ad azione riparativa e lenitiva come Centella asiatica ed Allantoina ed attivi ad azione antiossidante e depigmentante come Azeloglicina® e Niacinamide.
La Centella asiatica stimola la sintesi di collagene e fibronectina e modula la risposta infiammatoria, favorendo una maturazione più fisiologica del tessuto cicatriziale [11-19]. L’Allantoina contribuisce all’idratazione e allariepitelizzazione, promuovendo la proliferazione cellulare e la ricostruzione della matrice extracellulare [20-22].
L’Azeloglicina®, derivato idrosolubile dell’acido azelaico, inibisce l’attività della tirosinasi nei melanociti iperattivi [23], mentre la Niacinamide (vitamina B3) interferisce con il trasferimento della melanina ai cheratinociti ed esercita un’azione antiossidante e antinfiammatoria [24].
La combinazione di questi ingredienti permette di modulare sia le discromie cutanee sia i processi di riepitelizzazione e rimodellamento della matrice extracellulare, caratteristiche tipiche delle cicatrici post- operatorie.
Alla luce di quanto descritto, e considerata la frequente insorgenza di cicatrici post-biopsia e post-asportazione di lesioni cutanee, è evidente la necessità di approfondire strategie terapeutiche mirate. Per questo motivo, è stato intrapreso uno studio volto a valutare l’efficacia di approcci topici integrati nella gestione di queste cicatrici, con l’obiettivo di ridurne l’impatto estetico e funzionale e di supportare il recupero ottimale del tessuto dermico.


OBIETTIVO DELLO STUDIO

Lo scopo di questa osservazione real-life è stato valutare l’efficacia di un prodotto topico a base di silicone associato ad attivi funzionali selezionati: Centella asiatica, Allantoina, Azeloglicina® e Niacinamide (KELASKIN® Gel – Minerva Medica Srl), nel miglioramento dell’aspetto delle cicatrici post-chirurgiche, in termini di: vascolarizzazione, pigmentazione, elasticità ed altezza e comfort soggettivo (prurito).


MATERIALI E METODI

Sono stati arruolati 44 pazienti (21 donne e 23 uomini) con età media di 57 anni. Di questi, 22 pazienti erano stati sottoposti a biopsia, mentre 22 ad asportazione chirurgica di lesioni cutanee. Le biopsie hanno interessato prevalentemente lesioni melanocitarie e neoformazioni cutanee, mentre le asportazioni hanno riguardato principalmente lesioni benigne non melanocitarie, quali cisti e lipomi, e in misura minore lesioni melanocitarie e lesioni tumorali.
Tutti i pazienti hanno ricevuto un gel topico a base di silicone arricchito con Centella asiatica, Allantoina, Azeloglicina® e Niacinamide (KELASKIN® Gel – Minerva Medica Srl), da applicare in uno strato sottile sull’area interessata dalla cicatrice due volte al giorno, al mattino e alla sera, secondo le indicazioni del protocollo clinico.
Lo status cicatriziale è stato valutato mediante la Vancouver Scar Scale (VSS), che considera quattro domini principali: vascolarizzazione, pigmentazione, elasticità e altezza della cicatrice rispetto al piano cutaneo circostante. La vascolarizzazione è stata classificata da normale a intensa iperemia (porpora); la pigmentazione è stata descritta come normale, iperpigmentata o ipopigmentata; l’elasticità ha valutato la morbidezza e la capacità della cicatrice di adattarsi alla pelle circostante; l’altezza è stata misurata in relazione al piano cutaneo adiacente.
Il prurito è stato valutato tramite una Numeric Rating Scale (NRS): ai pazienti è stato chiesto di rispondere alla domanda “Su una scala da 0 a 10, con 0 assenza di prurito e 10 il peggior prurito immaginabile, come valuteresti il tuo prurito nel momento peggiore durante le precedenti 24 ore?”, permettendo una misura quantitativa del disagio soggettivo.
Le valutazioni cliniche e i punteggi VSS e NRS sono stati raccolti al basale (T0). Successivamente, i pazienti hanno iniziato l’applicazione del gel e un follow-up è stato effettuato a 30 giorni (T1). Al termine del trattamento, ai pazienti è stato inoltre richiesto di esprimere un giudizio soggettivo sulla soddisfazione per iltrattamento e sulla sensazione di benessere, utilizzando una scala a quattro punti: per niente, poco, abbastanza, molto.

RISULTATI

Tutti i 44 pazienti hanno completato lo studio.

Valutazione oggettiva delle cicatrici (Vancouver Scar Scale, VSS)

Al basale (T0), il punteggio medio della VSS era di 4,64 ± 2,11. Dopo 30 giorni di trattamento (T1), il punteggio medio è significativamente (p<0.001) diminuito a 1,41 ± 1,39, corrispondente a una riduzione pari al 69,6%, indicando un miglioramento complessivo dell’aspetto delle cicatrici in termini di vascolarizzazione, pigmentazione, elasticità ed altezza.

Valutazione soggettiva del prurito (NRS)

Il prurito riferito dai pazienti, misurato tramite la NRS, ha mostrato una riduzione significativa (p<0.001) da 1,57 ± 1,09 a T0 a 0,32 ± 0,56 a T1, corrispondente a una riduzione del 79,6%, suggerendo un marcato miglioramento del comfort soggettivo.

Autovalutazione della soddisfazione e del benessere verso il trattamento

Al termine del trattamento, 31 pazienti (70,5%) hanno valutato la propria soddisfazione con il gel come “molto”, mentre 13 pazienti (29,5%) hanno espresso un grado “abbastanza”, confermando un elevato gradimento del trattamento.

CONCLUSIONI

L’osservazione real-life suggerisce che l’applicazione del gel topico a base di silicone arricchito con Centella asiatica, Allantoina, Azeloglicina® e Niacinamide (KELASKIN® Gel – Minerva Medica Srl) può migliorare significativamente l’aspetto delle cicatrici post-chirurgiche, agendo su parametri quali vascolarizzazione, pigmentazione, elasticità e altezza della cicatrice. Inoltre, il trattamento ha contribuito a ridurre il prurito e a migliorare il comfort soggettivo dei pazienti.

L’elevata soddisfazione riportata dai pazienti conferma che il gel è ben tollerato e gradito, rappresentando una valida opzione topica per il management delle cicatrici post-chirurgiche.

Dott.ssa Giuseppina Casalino  – Specialista in Chirurgia Generale

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